Nell'atelier de Le Spose di Giò
Al centro Giovanna De Capitani con la figlia Chiara (a sinistra) e la sorella Marisa (a destra) nel loro Atelier di Monza
"Un nome sinonimo di uno stile minimal-chic che ha conquistato migliaia di spose. Cinque atelier monomarca, una moda che piace da 35 anni. Ma chi è Gio? Una elegante signora, anzi tre"
Chi c’è dietro Le Spose di Gio? Chi è… Gio?
“C’è chi entra in atelier e pretende di conoscere il signor Giò, un uomo, visto in tv!” racconta divertita la vera Giò. E già, perché Giò non si vede molto spesso, tantomeno sui giornali o in tv. Eppure, eppure questa volta per Chérie Sposa ha fatto uno strappo alla regola e, cedendo alle nostre richieste, ha posato. Non da sola, no, perché il brand porta sì il suo nome, ma alla guida dell’azienda sono in tre. Giovanna De Capitani, la sorella Marisa e la figlia Chiara. Tre donne, due generazioni, alla guida di un’azienda amata dalle donne. Di ieri e di oggi. Per il suo stile semplicemente intramontabile. Uno stile che all’inizio dovette risultare trasgressivo, per l’assenza di volumi e le linee molto pulite. E’ stata Giovanna, nel 1975, ad avere l’idea di aprire l’atelier e iniziare una propria produzione dopo altre esperienze nella moda sposa. Coinvolge nel progetto la sorella Marisa che da allora la affianca occupandosi della parte stilistica. Si inizia con un piccolo atelier su via Italia che nel corso degli anni cresce inglobando sempre più spazi fino a diventare, oggi, uno show-room di quasi 400 mq. Dall’esperienza di Monza, negli anni ’80, aprono altri atelier monomarca: Bologna, Varese, Bergamo, Brescia e, cinque anni fa, Londra.
Quanto sono cambiate le spose?
“Sono più informate – spiega Giovanna – più adulte e sempre più spesso arrivano accompagnate dai loro piccoli. Ma nella sostanza sono sempre le stesse, con i loro dubbi e i loro sogni”.
E Le Spose di Giò come sono cambiate?
“Siamo coerenti con il nostro stile – spiega Marisa – lineare e pulito. Oggi la preferenza è per abiti fluidi, morbidi, evanescenti e ha sempre più successo l’abito corto. In ogni caso si va nella direzione del comfort: il vestito, anche da sposa, deve prima di tutto essere piacevole da indossare”.
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